<em>Fake news</em> e post-verità: disordini informativi e narrativi tra Gutenberg e Google

Autori

DOI:

https://doi.org/10.2426/aibstudi-12018

Parole chiave:

fake-news, post-truth, information disorders

Abstract

Le fake news e la teoria del complotto possono essere considerati come disordini informativi e perciò legati al rapporto che ogni persona ha con l’informazione; per questo motivo non dipendono esclusivamente dalla declinazione digitale di questo rapporto, sebbene la diffusione delle reti telematiche e dei social media abbia reso questi disordini molto più evidenti che in passato. Questo articolo analizza la natura e le diverse tipologie di tale rapporto, in relazione da un lato all’information literacy e dall’altro al racconto. Le soluzioni proposte con maggiore frequenza ai disordini informativi, come il debunking o il fact-checking, si basano su premesse tutt’altro che scontate, ad esempio la condivisione di una base razionale comune, condivisione che il significato, più che la definizione, di post-verità, ha messo in forte discussione. Per questo motivo diventano fondamentali le modalità narrative i cui meccanismi sono alla base dell’efficacia e del dilagare delle fake news.

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Pubblicato

27.04.2020

Come citare

Meschini, F. (2020). <em>Fake news</em> e post-verità: disordini informativi e narrativi tra Gutenberg e Google. AIB Studi, 59(3). https://doi.org/10.2426/aibstudi-12018

Fascicolo

Sezione

Temi e analisi